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Il mio Paese
Eretta sulla cresta della collina verdeggiante disseminata di villette e di bianche casine, sovrastante sull'immensa azzurrità dell'Adriatico, la linda cittadina sorride nel bacio luminoso del sole e nell'alito profumato dei venti. Come nel dominio di una incommensurabile bellezza, spazia in un orizzonte infinito, senza ostacoli e senza ombre,guarda il mare come una vigile che ascolta e si spazia in un panorama pittoresco e affascinante:
   
 la Penna del Vasto, il monte Gargano, le isole Tremiti a destra ; la punta del Moro, la Mucchiola, la punta di Ortona a sinistra;di qua e di là la Maiella imponente e il mare infinito.    
Gabriele D'Annunzio prescelse San Vito, per le sue bellezze e per le sue ombre, per i suoi affluvii e per i suoi silenzi, quando volle scrivere nel raccoglimento e nella serenità il " Trionfo della Morte"in cui descrisse il suo Eremo al confine delle Portelle, che formò l'ideale di Giorgio Aurispa ed Ippolita Sanzio .Chiamò San Vito il paese delle ginestre, dove gli orti erano opulenti; nella sua chiostra pareva contenesse tutti i doni dell'abbondanza; gli aranci versavano flutti di profumo e gli alberi fruttiferi avevano una genitura innumerevole, cullati dall'alito del cielo.
Soggiorno di pace, di giocondità e di bellezza è San Vito, graziosa stazione balneare che non ha pretese di rinomanza e di lusso, che non ha velleità di grandezza e di mondanità, tutta raccolta nel suo verde e nella sua luminosità come una magica villa incantata, quasi gelosa del suo silenzio e del suo fascino. Il vasto sobborgo marinaro che si estende dalla riva al dolce declivio della collina si affaccia nel mare sorridente, assolato,e civettuolo sull'ampio orizzonte.
 
 Par che un canto di giovinezza si sprigioni dal mare, dal cielo, dalle campagne; un inno alla vita si elevi dalla spiaggia popolata, dai negozi e bar affollati di gente assetata in cerca di ristoro e di refrigerio.
Donne uomini, bambini dai costumi multicolori prendono il bagno tra uno scoppiettar di gridi, seguita da suoni ,canti e richiami come in una festa in cui domina la più completa felicità . La consueta passeggiata sul molo dove girando le spalle all'orizzonte scopri come quasi un miraggio la vetta ancora innevata della Maiella. L'ospitalità e la cordialità della nostra gente è garantita da tante famiglie che affittano alcune stanze della loro abitazione ai bagnanti ,che maggiormente arrivano dai paesi limitrofi specialmente dalla vicina Lanciano.
     
  Non mancano alberghi, campeggi e pensioni, dove trascorrere tutto il periodo che si vuole di soggiorno a San Vito. Lungo la via che conduce all'eremo d'Annunziano dove immerso tra la pace e il silenzio d'Annunzio trovò l'ispirazione per scrivere il famoso "Trionfo della Morte" si incontrano miriadi di villette sparse sul pendio, odorosi aranceti e oliveti dove qualcuno cullato dall'amaca legge qualche libro o si rilassa ascoltando il cinguettio di un uccellino.     
 Nelle sere plenilunari nella fresca brezza marina, dopo l'afa soffocante del giorno, brillano sulle ombrose pendici miriade di luci e da ogni poggio si leva una musica ,un canto, e da qualche paesino vicino si ode il rimbombare dei fuochi pirotecnici che chiudono haimè una festa attesa da un anno. Soggiorno di pace di giocondità e di bellezza, San Vito non ha eguali, qui tutto è soave e gentile, e l'anima si sente come d'incanto lontana , quasi estraniata dalle amarezze della vita. E' così dolce vivere a contatto della natura senza deformazioni e nella sua perenne bellezza, che trascorrere un periodo di vacanze a San Vito è d'obbligo.
 
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